COLLUTORIO: PERCHÈ SCEGLIERLO SENZA ALCOL.

23 Ottobre 2020
collutori con alcol i rischi

-quanto vuoi rischiare?-

Alcol nei collutori, qual è il rischio?

Il rischio è di esporre le mucose della bocca a una sostanza i cui benefici hanno un peso inferiore rispetto agli effetti collaterali.

Gli studi non ci danno ancora un parere unico incontrovertibile. Ma alla luce di alcuni punti fermi il consiglio è di evitare, quantomeno per periodi prolungati, collutori contenenti alcol.

Dall’alcol nelle bevande all’alcol nei collutori.

L’alcol etilico, presente nelle bevande alcoliche, è stato classificato dall’AIRC nel 2007 come sicuramente cancerogeno per l’uomo. Ora, l’alcol presente nelle bevande alcoliche, non è molto differente dall’alcol presente nei collutori a base alcolica. E’ sostanzialmente lo stesso con aggiunta di mentolo, procedimento che si fa sostanzialmente per motivi economici (l’alcol denaturato non è soggetto alla tassazione dell’alcol puro e quindi costa meno).

Quindi: l’alcol etilico delle bevande fa male e quello nei collutori? E’ verosimile che neanche lui faccia troppo bene, tuttavia vanno considerati 4 aspetti:

  1. La concentrazione di alcol. Nei collutori varia tipicamente dal 3% fino al 26%.
  2. Con che zone entra a contatto. Il collutorio solo con le mucose della bocca, la bevanda alcolica con bocca, esofago, stomaco.
  3. Quanto tempo rimane a contatto. Il collutorio 1 minuto circa, la bevanda alcolica attraversa velocemente tutti i distretti per poi fermarsi nello stomaco dove viene assorbita o inattivata molto in fretta.
  4. La frequenza di utilizzo/assunzione. Saltuaria o ripetuta nel tempo? L’esposizione ripetuta nel tempo è certamente un fattore di rischio per lo sviluppo di alterazioni.

Gli studi attuati finora non restituiscono evidenze forti per quanto riguarda i collutori a base alcolica, ma è anche molto difficile arrivare ad un livello di certezza assoluta. Sia a livello pratico che a livello etico. Bisognerebbe far utilizzare un collutorio contente alcol per periodi di tempo prolungati escludendo l’esposizione ad altri fattori di rischio per poi valutare l’eventuale sviluppo di lesioni benigne e/o maligne.

Complicata la faccenda.

Ma allora cosa ce l’hanno messo a fare l’alcol nei collutori?

  • L’alcol più spesso si trova in collutori a base di oli essenziali. Perché li rende solubili come rende solubili tutte le sostanze cosiddette lipofile.
  • Ha proprietà antisettiche.
  • Aumenta il tempo di conservazione.

Ma.

  • Esistono delle molecoline chimiche, i cosiddetti tensioattivi, in grado di solubilizzare anche gli oli. Immagina dell’olio in acqua: non si mescola. Nell’alcol sì.
  • Gli studi comparativi tra collutori con alcol e senza alcol dimostrano uguale efficacia nella loro azione contro la placca e nel controllo delle infiammazioni gengivali.

In sostanza un collutorio contenente alcol, rispetto ad uno privo, non ha un sostanziale valore aggiunto se non eventualmente una durata superiore in termini di conservazione.

Passi l’utilizzo una-tantum mentre attenzione all’uso quotidiano di collutori con alcol.

E’ vero che non ci sono dati certi, ma ci sono evidenze non trascurabili che vedono l’alcol etilico implicato nello sviluppo di lesioni, anche maligne.

Ed essendoci alternative altrettanto valide, non credo valga la pena prendersi questo rischio.


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Bibliografia:

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Matteo Basso – Alcool: ruolo dell’alcool nei prodotti di igiene orale.

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