GENGIVE INFIAMMATE E CLOREXIDINA: COME E QUANDO PUÒ AIUTARCI

26 Giugno 2020
clorexidina

-clorexidina: il buono, il meno buono e le indicazioni di utilizzo-

Per dirla con una formula matematica:

Clorexidina : gengivite = fluoro : prevenzione carie (clorexidina sta a gengivite come fluoro sta a prevenzione della carie).

Per intenderci, quando siamo suscettibili alla carie la molecola che ci aiuta è il fluoro, quando si presenta una gengivite che ci può aiutare è la clorexidina.

Ma mentre nel caso del fluoro, usato attraverso il dentifricio, non ci sono controindicazioni, se rispettate le dosi (ho creato un pdf sul fluoro, se vuoi riceverlo scrivimi!), nel caso della clorexidina le cose cambiano.

CLOREXIDINA: COS’È E COME AGISCE.

La clorexidina è una molecola antibatterica. Agisce danneggiando la parete cellulare di molti batteri che tipicamente, e soprattutto in presenza di infiammazione, troviamo in bocca. Ha un’alta specificità per i microrganismi orali e, oltre ad avere un effetto battericida, altera l’adesione batterica al dente.

Ma non è l’unico plus della clorexidina. Probabilmente il fattore che la rende la molecola d’elezione tra gli antibatterici ad uso orale è la sua capacità di legarsi ai tessuti garantendo un’attività fino a 12 ore. Quella che viene definita sostantività.

Ho parlato qualche tempo fa di microbiota orale ed ora mi ricollego. Il microbiota è l’insieme di microrganismi che popolano un distretto, garantendo un reciproco vantaggio (qui trovi l’articolo). Ora, la clorexidina non è così intelligente da decidere chi salvare tra i microrganismi. Fa un po’ piazza pulita: elimina il buono come il cattivo. E, una volta compromesso il microbiota, per ricrearlo ci vorrà tempo.

Questo è uno dei motivi per cui utilizzare prodotti a base di clorexidina per lunghi periodi non va bene. Come non va bene intenderla come sostituto allo spazzolamento o alla detersione degli spazi tra un dente e l’altro, o come unico mezzo per risolvere una gengivite.

Fa piazza pulita, ma non penetra in profondità: agisce sulla superficie più esterna della placca non sugli strati più profondi dove, tra le altre cose, risiedono i batteri più aggressivi. Il che significa che da sola, senza la disgregazione fisica della placca, che si ottiene con strumenti meccanici, non risolve un’infiammazione, ma può eventualmente mitigarla.

INDICAZIONI DI UTILIZZO.

La clorexidina si trova principalmente formulata come collutorio, nelle concentrazioni 0,05% – 0,12% – 0,2%. Le indicazioni di massima, in caso di utilizzo come coadiuvante per la risoluzione di un’infiammazione legata alla presenza di placca, sono le seguenti:

  • Scegliere collutori contenenti clorexidina allo 0,12% o 0,20%.
  • Controllare che il dentifricio utilizzato per spazzolarsi i denti non contenga SLS (Sodio Lauril Solfato) che inattiverebbe la clorexidina se utilizzata poco dopo.
  • Sciacquarsi con un sorso di collutorio non diluito, per 1 minuto, 2 volte al giorno (mattina e sera).
  • Evitare di sciacquarsi successivamente con acqua, di bere o mangiare nell’immediato.
  • Continuare per un periodo massimo di 15 giorni.

Queste indicazioni sono da intendersi come dei delimitatori, all’interno dei quali possono essere fatte delle varianti, su indicazione del proprio professionista di riferimento.

PERCHÉ IL SUO UTILIZZO NON È DA INTENDERSI QUOTIDIANO-CONTINUATIVO.

Oltre a interferire con il patrimonio batterico buono della bocca, la clorexidina ha degli effetti collaterali: macchia, può alterare il gusto. Questi i principali e più comuni.

Il problema delle macchie è aggirabile: in commercio esistono dei prodotti con dei sistemi anti-macchia. Quello del gusto no, ma è reversibile con la sospensione dell’utilizzo.

PRO E CONTRO IN SINTESI.

+ aiuta a contrastare l’infiammazione gengivale,

+ ha un’alta specificità per i batteri orali,

+ ha un’azione duratura nel tempo,

+ non viene assorbita quindi non ha effetti sistemici.

Ammazza anche i batteri buoni, alterando il microbiota,

non penetra la placca, ma agisce sulla superficie esterna à va associata ad una disgregazione meccanica,

macchia, ma alcune formulazioni sono dotate di sistema antimacchia che riducono l’effetto,

altera il gusto.

Ad oggi, possiamo dire che la molecola gold standard come coadiuvante nel trattamento della gengivite è la clorexidina. La clorexidina è un aiuto in caso di infiammazione, ma non è la soluzione. Ogni infiammazione che si ripete o non si risolve del giro di pochi giorni va indagata. Per questo è sempre opportuno rivolgersi al proprio igienista dentale o dentista e seguire le sue indicazioni.


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