LO ZUCCHERO CHE NON FA VENIRE LA CARIE.

15 Maggio 2020
zuccheri non cariogeni

-tipi di zuccheri e carie

Senza zucchero è meglio, ma l’alternativa esiste.

Se lo zucchero è il principale indagato per la carie, e il dolce un gusto ricercato, può aiutare, in ottica di prevenzione della carie e delle malattie zucchero-correlate, conoscere le alternative che possono aggirare il problema.

I fattori che legano lo zucchero alla carie sono:

  1. Frequenza di assunzione dello zucchero.
  2. Dose di zucchero assunto.
  3. Tipo di zucchero.

Qui mi soffermo sul tipo di zucchero.

Zuccheri cariogeni.

In cima alla piramide c’è lo zucchero tradizionale, il saccarosio. Lui è il preferito dai batteri della carie, seguito da fruttosio e glucosio.

Ma esistono degli zuccheri che non sono implicati nello sviluppo della carie.

Zuccheri non cariogeni.

Ti faccio qualche nome: eritritolo, xylitolo, sorbitolo, mannitolo, maltitolo, isomalto, lattitolo, poliglicitolo. Sono zuccheri appartenenti alla categoria dei polioli.

Tra questi, in ottica di prevenzione della malattie legate ai denti, i più studiati, quelli che raccolgono più evidenze, sono eritritolo e xylitolo.

Per le loro proprietà riducono i livelli di Streptococco Mutans (batterio responsabile della carie), riducono la formazione della placca e l’aderenza batterica. Quindi non solo non favoriscono la carie, ma pare possano anche contrastarla.

In particolare l’eritritolo, per il diverso metabolismo che ha, non incorre nel problema caratteristico degli zuccheri appartenenti alla categoria dei polioli quando assunti a dosi elevate: non ha effetti lassativi. E non incide minimamente sulla glicemia (ha indice glicemico e insulinico pari a 0) pertanto è adatto anche ai diabetici. (Ho fatto un approfondimento sull’eritritolo QUA.)

Il problema della sostituzione dello zucchero tradizionale con eritritolo o xylitolo è più spesso legato alla reperibilità dei prodotti -ad oggi, tra i prodotti alimentari, sono contenuti praticamente solo nei chewing-gum e il qualche caramella- oltreché dal costo, decisamente superiore al saccarosio.

Più spesso, soprattutto nei negozi bio, si trovano prodotti contenenti stevia, quindi derivati da un piccolo arbusto. La stevia ha un potere dolcificante molto alto (poco, dolcifica tanto) ed ha proprietà interessanti sia dal punto di vista nutrizionale che dal punto di vista della prevenzione della carie.

Non mi addentro nel tema dei dolcificanti di sintesi. È un terreno spinoso, da anni sotto la lente d’ingrandimento per i possibili effetti tossici. Dal punto di vista della carie, non sono implicati nel suo sviluppo.

Il fruttosio: la differenza tra fruttosio aggiunto e naturalmente presente.

Vien da pensare che il fruttosio sia più sano perché deriva dalla frutta. In realtà il fruttosio, come zucchero aggiunto, è il maggiore indagato nello sviluppo delle malattie metaboliche ed è uno degli zuccheri che più piace ai batteri della carie.

Quindi va fatta una distinzione tra fruttosio aggiunto e fruttosio naturalmente presente. Nella frutta è accompagnato da antiossidanti, flavonoidi, potassio, vitamina C, fibre, che possono bilanciare le conseguenze negative del contenuto di fruttosio. Poi c’è da dire che le quantità di fruttosio in un pezzo di frutta e in una bevanda zuccherata sono molto diverse.

Sia fruttosio che glucosio hanno effetti sui circuiti cerebrali del piacere, ma seguono percorsi diversi per cui l’assunzione di fruttosio non ha lo stesso effetto di riduzione della fame del glucosio.

Quindi:

Una buona regola è cercare di ridurre dose e frequenza di assunzione degli zuccheri, per rimanere sotto a quel 10% di cui ti ho parlato nel precedente articolo (leggi qua), e cercare di limitare l’assunzione di zuccheri cariogeni a favore di quelli non cariogeni. Non solo per la salute dei denti.


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