PREVENZIONE PRODOTTI

CHEWING GUM: FA MALE AI DENTI?

7 Giugno 2019
chewing gum e denti

-chewing gum allo xylitolo x dopo i pasti x 10 min = TRIS-

Promosso da Ministero della Salute e EFSA.

E’ dimostrato che masticare chewing gum senza zucchero più volte al giorno, può diminuire l’incidenza della carie, soprattutto se assunto dopo i pasti. Ma solo se associato alla normale pulizia (spazzolino e filo/scovolino).

Il Ministero della Salute, nelle Linee Guida per la prevenzione della carie in età evolutiva, ha dedicato un intero paragrafo al chewing gum evidenziandone gli effetti benefici sulla salute orale.

Anche l’EFSA (European Food Safety Authority) ne conferma la validità in particolare nel trattamento della bocca secca, nella neutralizzazione del pH e nella remineralizzazione dei denti.

Stimola la produzione di saliva.

Masticare un chewing gum stimola la produzione di saliva da parte delle ghiandole salivari e nello specifico:

  • Aumenta di circa 10 volte il flusso salivare durante i primi 5 minuti di masticazione
  • Stimola la secrezione di una saliva satura di minerali importantissimi nella remineralizzazione del dente e nella neutralizzazione dell’acidità.

Se masticato dopo i pasti riporta rapidamente il pH alla neutralità, contrastando la demineralizzazione.

Inoltre, alcuni residui di cibo possono essere rimossi, in particolare dalle zone masticatorie.

Gli zuccheri nei chewing gum.

Circa il 70% dei chewing gum in commercio non contiene zuccheri tradizionali, ma sostituti come edulcoranti (attualmente sotto la lente per possibili effetti tossici) o polioli.

Mi soffermo in particolare sui polioli di cui probabilmente conoscerai lo Xylitolo.

Lo xylitolo, assieme all’eritritolo (che io personalmente non ho ancora trovato tra gli ingredienti dei chewing gum) è uno zucchero di derivazione naturale che ha la capacità di contrastare i batteri responsabili della carie ed ha dunque un’attività cario-preventiva.

Componenti attivi nei chewing gum.

Alcuni chewing-gum vengono addizionati con componenti attivi specifici potenzialmente benefici per il cavo orale, ma è difficile valutarne la reale efficacia e distinguerla dal beneficio derivato all’aumentato flusso salivare.

Ti riporto, di seguito, alcuni degli effetti ipotizzati legati alla presenza di un particolare componente.

  • Riduzione della formazione di tartaro sopragengivale: se presente vitamina C.
  • Riduzione e prevenzione delle macchie: chewing gum addizionati con polifosfati (Hexametaphosphate, pyrophosphate, tripolyphosphate) .
  • Riduzione dell’alitosi: in presenza di zinco, estratto delle corteccia della magnolia, eucalipto.

Limiti dei chewing gum

  • masticare chewing gum non sostituisce in alcun modo l’uso dello spazzolino, da solo non è in grado di rimuovere la placca,
  • può affaticare l’articolazione temporo mandibolare, se masticato per periodi di tempo prolungato (stimato in circa 3 ore al giorno),
  • oltre a stimolare la saliva stimola anche la secrezione dei succhi gastrici per questo è preferibile masticarla solo dopo i pasti.

Quali e quando.

Per un beneficio a livello dentale senza stressare l’aricolazione e lo stomaco Il mio consiglio è di scegliere chewing gum comntenenti xylitolo e di masticarli dopo i pasti per un massimo di 10 minuti.

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